La fiera

Alla fiera di origine aragonese, da tempo rinomata e coincidente con i festeggiamenti in onore di San Giacomo, affluivano i prodotti artigianali e agricoli provenienti da tutta la Sicilia.

Nel 1780 Ferdinando III di Borbone vi aggiunse una fiera di bestiame la cui franchigia venne affermata nel 1803.

Nei tempi passati e fino agli anni ’70 questa aveva inizio il 21 Luglio per concludersi il 23.

Questi di solito erano i giorni caratterizzanti dal vento di tramontana e di scirocco che facevano sì che in piazza Mercato e nella località Timpe Russo si creassero i “Fuddietti”, dei veri e propri vortici di vento. Il 21 Luglio vi era l’affacciata.

Gli allevatori si presentavano con gli animali venuti da lontano e prendevano posto nei dintorni del paese in piazza Mercato e Timpe Russo.

Il 22Luglio aveva luogo la “fera china” durante la quale si vendeva l’animale al nuovo acquirente che veniva munito di un certificato anagrafico; quindi sull’animale veniva impresso un marchio a fuoco sulla spalla sinistra da parte dell’ufficio anagrafe bestiame del comune, mentre l’altro marchio veniva impresso da parte del proprietario sulla natica destra.

Il certificato anagrafico avrebbe accompagnato l’animale dalla nascita alla morte.

Il 23 Luglio era “u juornu da consegna”: il nuovo padrone tornava a marchiare l’animale sulla natica col suo marchio di famiglia, quindi gli veniva consegnato l’animale. Un elemento importante nella fiera erano i sensali-mediatori, persone abilissime che riuscivano a mettere d’accordo acquirente e venditore; ad affare concluso spettava loro la“sinsalia” cioè la percentuale sulla vendita.

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